La Sala delle Sculture

Antonio Lafréry ed Enea Vico

14 May 2019

Le sale del Castello di Jerago accolgono nelle loro pareti opere di grande interesse storico-artistico e, come detto precedentemente, con questi post dedicati all’Arte al Castello desideriamo raccontarvi i dettagli che rendono uniche le nostre sale.


All'interno della Sala delle Sculture sono esposte alle pareti diverse incisioni, nate dalla collaborazione tra Antonio Lafréry ed Enea Vico.
 
Antonio Lafréry fu incisore, editore e mercante francese; stabilitosi a Roma dal 1544 ca. fino al 1577, anno della sua morte. La sua bottega si trovava in via del Parione a Roma ed è stata una dei centri più attivi nel XVI secolo per quanto riguarda la produzione e la vendita di incisioni.

A testimoniare il successo di questa fiorente attività le pubblicazioni curate dallo stesso Lafréry, una su tutte quella conosciuta dagli studiosi come Indice, il primo esempio di catalogo di vendita di opere grafiche a stampa. 
Fu compilato circa tra il 1573 e il 1575 e suddiviso in cinque sezioni (Geografia, Antichità romane, Mito e Storia antica, Sacro, Ritratti e Libri) per elencare gli oltre cinquecento titoli proposti in vendita tra stampe e libri. 

Il primo esempio in questo senso fu realizzato da Lafréry negli anni Sessanta con il Speculum Romanae Magnificentiae, che raccoglieva tavole dedicate alle antichità e alla bellezze artistiche della città di Roma, seguito poi dal cosiddetto Atlante Lafréry, di straordinario interesse, perché una delle primissime raccolte di carta geografiche.  

Nell'Indice viene citata una serie intitolata “Libro de Trofei cavati da disegni di Polidoro ad imitazione de gli Antichi”, della quale fanno parte proprio le stampe di Enea Vico presenti nella sala del Castello di Jerago.
 
Enea Vico fu incisore e numismatico nato a Parma nel 1523 e trasferitosi molto giovane a Roma, dove lavorò con diversi editori e mercanti di stampe, raffinando la sua tecnica in un ambiente classicheggiante ed erudito. Rimangono di Vico circa cinquecento incisioni a bulino: ritratti, gemme e cammei, incisioni di opere di Raffaello, Michelangelo, Salviati, ecc. 
Vico dedicò gran parte della sua produzione anche all'incisione di medaglie e sigilli ed è considerato uno dei primi fondatori della critica numismatica.

Le tavole presenti a Jerago raffigurano grotteschi con trofei d'armi e armature, riprendendo i disegni di Polidoro da Caravaggio: artista formatosi nella bottega di Raffaello, noto soprattutto per aver decorato molte facciate di case, con scene, allegorie e fregi ricchi di ornamenti. 
E' interessante sottolineare in questo senso che, alla creazione dell'immagine di una stampa, intervenivano diverse personalità, ognuno con un ruolo ben preciso: colui che ha ideato il soggetto originale (da Raffaello a Michelangelo, ma in questo caso, proprio Polidoro da Caravaggio), l'incisore, quindi colui che agisce sulla lastra di rame (in questo caso, Enea Vico) ed, infine, l'editore, che detiene la proprietà delle matrici (in questo caso, Antonio Lafréry).

Le incisioni presenti nella Sala delle Sculture rappresentano, quindi, un importante esempio e un' interessante testimonianza per comprendere come lavoravano le diverse maestranze nel Cinquecento. 
La Sala delle Sculture prende però il suo nome da alcuni reperti in pietra presenti ed esposti nelle librerie gemelle e risalenti all’epoca della fortezza, 1200 circa. Questo luogo è utilizzato per ospitare cocktail con un piccolo numero di partecipanti o si aggiunge alle sale attigue per accogliere pranzi e cene con numerosi ospiti.

Le sale del Castello, essendo esso una dimora privata, sono visitabili solo durante le giornate di apertura al pubblico. Per conoscere le date degli eventi durante i quali è possibile visitare il Castello vi consigliamo di iscrivervi alla nostra newsletter CLICCANDO QUI!


A presto con una nuova storia!
Staff del Castello

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